Quando mi è stato chiesto di fare da chairman a questa giornata, ho colto l’invito con molto entusiasmo poiché oggi parliamo di un tema centrale, fondamentale nella vita di una persona che cresce, di uno studente che diventa adulto.
Parliamo del momento in cui si compie il percorso degli studi e si apre il cammino di quella che sarà poi la vita professionale. Un momento fondamentale: lo dico per averlo vissuto come genitore, per aver accompagnato già una figlia nel mondo del lavoro, per essere a fianco di un figlio che sta per laurearsi, lo dico come docente della Scuola di Giornalismo. Conosco bene quante e quali siano le domande, le attese, gli interrogativi, i perché, le curiosità, le aspettative che si affollano dentro l’animo di uno studente che sta completando gli studi e che si guarda avanti in una realtà spesso poco conosciuta, spesso difficilmente decifrabile.
Credo che il tema di oggi debba essere affrontato innanzitutto dal punto di vista dell’ascolto. La mia esperienza mi dice che il giovane che si trova in questa posizione ha bisogno innanzitutto di un punto, di un interlocutore (un docente, un genitore, una famiglia, un servizio come Careers Service): qualcuno che sia disposto ad ascoltarlo per quello che è, nell’unicità delle sue domande e della sua persona, che sappia guardare a lui come ad una promessa di bene, e mettersi al suo fianco per far fiorire tutta la sua positività, accompagnandolo verso la complessità del mondo del lavoro.
Serve ascolto ma servono anche reti e relazioni: l’accompagnamento deve essere fatto grazie all’affiancamento di persone che godano di quelle reti.
A fronte di questo fatto abbiamo una realtà che presenta grandi difficoltà soprattutto a causa dei ritardi del passato: abbiamo un’Università che si è strutturata spesso con una distanza abissale dal mondo del lavoro, abbiamo Servizi per il Lavoro che in passato, come è stato detto dall’Assessore erano un inutile ed inefficiente monopolio pubblico. Oggi si tenta di cambiare, ma come ogni cambiamento si avviano percorsi che sono difficili, richiedono cambiamenti in corso. Alle spalle abbiamo questi ritardi, di fronte abbiamo un mondo del lavoro che è sempre più difficile e complesso, proprio per la velocità dei cambiamenti che sta vivendo.
Oggi noi siamo (lo dico sempre ai miei studenti che seguono il corso di Economia alla Scuola di Giornalismo) all’inizio di una Rivoluzione nel mondo produttivo, che è certamente molto più ampia della Rivoluzione industriale che abbiamo alle spalle e che studiamo nei nostri libri. Gli esperti prevedono che nell’Industria manifatturiera, tra pochi anni lavorerà solo una quota estremamente minoritaria della nostra popolazione. Siamo alla vigilia di qualcosa di analogo a quello che è successo nella rivoluzione nel mondo agricolo, dove oggi pochissime persone producono molto di più di quello che producevano in passato.
Come parliamo di questi grandi temi, oggi? Lo facciamo con un convegno che è di grande ricchezza per i partecipanti, ma anche di grande complessità.
Il Convegno si svolge in due sessioni proprio per aiutare la chiarezza e la snellezza del lavoro. La prima sarà più orientata a tentare di capire che cosa l’Università ha fatto, fa e farà in futuro rispetto all’orientamento postlaurea e come intende affiancarsi agli studenti per ascoltarli, accompagnarli in questo percorso. La seconda sessione avrà come tema il punto di vista dell’altro interlocutore: il mondo del lavoro.
Al termine di ogni sessione daremo spazio alle domande dal pubblico. |