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Careers Service  



ALESSANDRA CANESTRINI - Prima sessione

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Ringrazio i relatori che mi hanno preceduto, perché con i loro interventi ci hanno fornito dei preziosi e interessanti suggerimenti rispetto alle tematiche messe a tema da Sibiano e dal Convegno in generale.

La prima cosa che vorrei puntualizzare è questa: decidere che cosa fare da grandi non si può ridurre ad una sola questione di scelta, che all’improvviso dobbiamo prendere quando ci laureiamo perché abbiano urgenza di cominciare a fare qualcos’altro. Io la metterei più in un’ottica di preferenza.

Mi spiego e lo faccio con un esempio. Mentre la professoressa Pombeni parlava mi è venuta in mente una situazione che ho vissuto quest’estate: io e mio marito avevamo un’automobile ormai vecchia di dieci anni e tutte le volte che la usavamo incrociavamo le dita e speravamo di riuscire ad arrivare a destinazione e di ritornare a casa. Mio marito ha sottolineato l’urgenza di cambiarla ed io ho confermato. Che cosa è successo? Io che ero assolutamente inesperta di automobili e che per altro non avevo alcuna intenzione di approfondire questi contenuti, gli dico “Vai, informati, verifica, scegli e poi acquistiamo”. Così mio marito ha iniziato a portare a casa depliant, brochure, a cercare informazioni su Internet, quando uscivamo mi faceva notare i vari modelli e le varie marche; piano piano è venuta anche a me la voglia di entrare personalmente e di approfondire questo mondo così sconosciuto delle automobili. Ho iniziato a sfogliare materiali informativi e ad osservare tutte le macchine nelle quali mi capitava di imbattermi.

In sintesi, da una parte ho capito che non ci può essere qualcosa in cui io non c’entro: se c’è qualcosa che mi coinvolge, io ci voglio essere, anche con gusto e con passione, perché altrimenti mi mancherebbe qualcosa. Dall’altra parte ho capito che più mi implico con la realtà più scopro chi sono, più scopro quello che mi interessa, riesco a declinare le mie esigenze e i miei bisogni ed inizio ad esercitare delle preferenze. Tornando all’esempio, alla fine sono arrivata a dire quale marca e quale modello mi sarebbero piaciuti di più, anzi, sono andata insieme a mio marito dai concessionari a negoziare, a trattare per l’acquisto, divenendo protagonista in quel momento di transizione dalla vecchia alla nuova macchina.

Vi ho portato questo esempio perché quello che è successo nel rapporto con mio marito deve essere la dinamica di rapporto da ricercare con Careers Service. Quello che voi dovete pretendere da Careers Service è un rapporto, un luogo, un aiuto, un supporto che vi aiuti ad andare alla scoperta di quello che c’è nella realtà e di conseguenza, piano piano, alla scoperta di quelli che sono i vostri interessi. Perché quello che vi piace non lo scoprite seduti ad una scrivania pensando, ma implicandovi quotidianamente, come diceva la professoressa Pombeni, con la realtà di tutti i giorni, a partire dal periodo universitario, senza aspettare di esservi laureati. Se fate questo non sarete solo degli spettatori passivi, ma vi sorprenderete soggetti attivi sin da ora nella costruzione del vostro futuro professionale e personale. Prima si citavano le competenze che fanno o meno il successo di una persona dal punto di vista professionale, ebbene se voi non vi ponete in quest’ottica verso voi stessi e verso la realtà, rischiate di non essere contenti e contemporaneamente di non attrarre le aziende, perché le aziende hanno bisogno di persone che siano protagoniste della loro realtà e della realtà dell’azienda.
Abbiamo detto innanzitutto che c’è bisogno di informazioni: Careers Service vi aiuta a conoscere la realtà.
C’è a vostra disposizione una sala di consultazione, quella che noi chiamiamo Information Room, dove potete trovare informazioni sul mercato del lavoro e sulle sue tendenze, sui settori e sui profili professionali, sulle conoscenze e sulle competenze che servono per poter crescere in una determinata professione. Troverete informazioni sul post-laurea e su come e dove lavorare e studiare all’estero. Informazioni sulle aziende, perché dobbiamo conoscerle, selezionarle e conoscerle, per poterci candidare nel modo più adeguato possibile, in modo mirato. Otterrete informazioni anche attraverso una Biblioteca e un’Emeroteca specializzate; inoltre ogni mese agli iscritti del Careers Service inviamo una newsletter con spunti, suggerimenti, provocazioni che aiutano e favoriscono questa mossa personale.

Non c’è solo la conoscenza della realtà, occorre anche conoscere se stessi: gli operatori (i consulenti) del Careers Service sono disponibili a un rapporto personale con voi attraverso la consulenza individuale. Dopo un primo momento di accoglienza in cui si capisce qual è la vostra esigenza, la vostra domanda, si può accedere ai vari percorsi di orientamento, dal supporto alla definizione dei vostri obiettivi professionali (importantissimo! Senza un obiettivo non si riesce a capire il valore della nostra persona e neanche come poterci candidare nel modo più adeguato, più efficace, più interessante possibile all’azienda), alla costruzione di un percorso per raggiungerli con relativi strumenti di promozione.
E qui arriviamo ad un terzo punto, un terzo aiuto che può offrire Careers Service: dopo la conoscenza della realtà e la conoscenza di voi stessi, ecco le strategie per candidarvi nella realtà esterna. Ogni mese realizziamo un ciclo di Workshop a supporto della ricerca del lavoro per fornirvi un metodo e consigli utili, iniziando da come impostare, valutare e monitorare la ricerca del lavoro, proseguendo con l’elaborazione e la correzione di strumenti come il curriculum vitae e la lettera di presentazione, suggerendo come cercare le informazioni (perché oggi il problema non è che mancano le informazioni ma che ce ne sono troppe, quindi occorre aiutarsi a valutare bene tutte le informazioni e scegliere quelle che ci servono maggiormente). Un ultimo Workshop è quello sul colloquio di selezione, quindi come imparare a gestire efficacemente un colloquio, conoscere come avviene un processo di selezione all’interno dell’azienda piccola o grande che sia. Questi momenti vengono realizzati ogni mese e li consigliamo propedeutici alla consulenza individuale.

Un quarto punto, un quarto aiuto del Careers Service: l’incontro con la realtà. Noi amiamo definirci “uomini finestra” perché non vogliamo che le persone vengano a Careers Service e stiano tutto il giorno nei nostri locali a leggere libri, manuali, riviste. No! La prima cosa che diciamo alle persone che arrivano al Careers Service è che la realtà è fuori. Voi dovete imparare, accompagnati da noi, ad andare fuori e scoprire quello che c’è al di là. Ecco allora tutta una serie di Cicli di Incontri. Il primo, che abbiamo chiamato “Io al lavoro - le professioni raccontate da chi le fa”, attraverso il quale chiamiamo variegate realtà aziendali a presentarsi, a descrivere i profili che maggiormente richiedono, a raccontare i percorsi di carriera all’interno delle loro strutture e quelli tipici dei vari settori merceologici. Molto spesso organizziamo, abbinate a questi incontri, delle selezioni: la mattina l’azienda si presenta, il pomeriggio incomincia a selezionare per scegliere una persona da inserire come tirocinante. Il secondo Ciclo di Incontri si chiama “Conversazioni con …”.

Questo incontro con la realtà è favorito anche dall’apporto che forniamo alla realizzazione di tirocini post laurea: innanzitutto mettiamo a disposizione tante offerte che ci pervengono da parte delle aziende, inoltre aiutiamo tutti voi a capire quale potrebbe essere il percorso di tirocinio più adeguato per poter valorizzare quello che siete, quello che è la vostra formazione, quello che sono tutte le esperienze che avete fatto. Come diceva la Professoressa Pombeni, è importante fare esperienze, ma tutte le esperienze vanno misurate rispetto al vostro obiettivo professionale, quindi anche i tirocini.

Questo è quello che è Careers Service oggi. Quello che può essere domani non lo so. Perché a me piace pensare a Careers Service come a un luogo vivo che si costruisce giorno per giorno con voi e con le aziende per essere sempre di più punto di riferimento, al servizio, del passaggio da un mondo all’altro.
Per concludere, vi dico alcune cose. In cartellina trovate uno strumento che descrive tutti i servizi del Careers Service, insieme alla programmazione delle nostre attività per l’autunno e la primavera prossimi, questo vuol dire tutto il ciclo di Work Shop periodici, “Io al lavoro - …” e anche il nuovo ciclo di incontri “Conversazioni con…”, che stiamo progettando per il prossimo anno accademico.

Termino con alcuni dati molto veloci. Spesso si parla di un Servizio limitandosi a descriverne le attività, ma se ne capisce la portata, la valenza soprattutto citando dei dati concreti corrispondenti a quello che si realizza (anche questi li trovate sullo strumento in cartellina): quest’anno dal Careers Service sono passati per la prima volta 2000 utenti, per un totale di diecimila presenze complessive. Siamo aperti al pubblico dal lunedì al mercoledì per favorire la consultazione dei materiali (46 settimane nell’ultimo anno accademico), il giovedì e il venerdì invece riceviamo su appuntamento per favorire un lavoro più individuale con le persone. Abbiamo realizzato Cicli di Workshop mensili a cui hanno aderito e partecipato oltre 900 persone, 500 iscritti anche a tutti gli incontri organizzati con le Aziende. Abbiamo realizzato più di 700 colloqui fra orientamento e correzione del curriculum. Per quanto riguarda i tirocini abbiamo oltrepassato le 300 opportunità in quest’ultimo anno, riuscendo a garantire più di 400 colloqui di preselezione.

Come avrete notato, i dati aiutano a capire la mole di lavoro che concretamente viene svolta da Careers Service, naturalmente tutto avviene in collaborazione con voi e spero negli anni possa anche aumentare.

Spero di aver risposto alla domanda posta dal dottor Bonicelli su quello che Careers Service vi può offrire. Il mio augurio, poi, è di incontrarvi personalmente, perché in realtà tutto nasce dall’incontro personale e non tanto parlando dieci minuti ad un convegno.
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