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Careers Service  



PIETRO LORENZETTI - Conclusioni

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Ci sarà un’altra occasione in cui spero possiamo sentire il Rettore su questi temi e il Careers Service si premurerà di crearla. Per parte mia mi limito a registrare tre spunti che mi sembra possano descrivere il lavoro positivo di questa seconda sessione dato che ci eravamo già soffermati sulla prima.

Innanzitutto la parola concretezza, che anche Emilio poco fa ricordava. Mi sembra che tutti gli interventi, dal Direttore del personale al sindacalista, al Segretario dell’Unioncamere, al ricercatore di Isfol abbiano dato risposte concrete alle domande implicite o esplicite che affollano la mente di un neolaureato. Noi non volevamo fare un convegno sulle politiche dell’orientamento, abbiamo voluto fare un convegno che rispondesse a delle domande concrete mettendo a tema l’esperienza. Perché siamo convinti che l’esperienza di orientamento sul campo e le politiche per l’orientamento, che ci devono essere e di cui si occupa, ad esempio, la Professoressa Pombeni nell’ambito dei Comitati istituiti dal Ministero, debbano interagire tra di loro, debbano parlarsi e debbano essere sempre di più le une al servizio dell’altra.

In tema di concretezza, vorrei poi annunciare il fatto che il Careers Service e l’Alai, l’organizzazione che si occupa del lavoro atipico in ambito Cisl, hanno stipulato un’intesa, per cui presso lo sportello del Careers Service e presso lo sportello dell’Alai sarà possibile avere un’interazione tra i due servizi, di modo che presso il Careers Service si rimanderanno all’Alai tutte le problematiche contrattualistiche che un giovane neolaureato si trova a dover affrontare nel momento in cui deve firmare un contratto, di lavoro interinale o di lavoro a progetto, o comunque atipico. E presso l’Alai tutti coloro che, come capita spesso, lasciano curricula, chiedono opportunità di lavoro potranno essere indirizzati al Careers Service. Struttureremo anche questo tipo di collaborazione.
Il secondo spunto che ho trattenuto è la cultura della responsabilità. Mi è parso che gli esponenti del mondo del lavoro che sono intervenuti in questa sessione abbiano dato un esempio, anche personale, di che cosa vuol dire essere responsabile di fronte alla propria impresa e al proprio lavoro. E poi abbiamo aiutato voi giovani a capire che cosa vuol dire studiare non solo per trovare una professione che ci soddisfi, ma per trovare una professione, come diceva Montaletti, che dia un contributo all’impresa in cui andrete a inserirvi e alla società tutta, per costruire qualcosa nella società. Perché tutti noi desideriamo realizzarci ma desideriamo anche lasciare un segno di noi nella realtà. E questo è appunto la cultura della responsabilità. E per questo occorre quel cambiamento culturale che diceva Alberani, come è importante quel richiamo al senso del lavoro che passa anche attraverso domande molto banali, di fronte a un gesto molto semplice come fare delle fotocopie, che ha ricordato Stefania Ranieri.

L’ultimo spunto che volevo lasciare è sul tema che ha sollevato Gori questa mattina, cioè sull’orientamento inteso come valorizzazione del capitale umano. E vorrei riprendere, perché mi sembra un lavoro di capitale importanza, l’ultima frase della ricerca che Gori ha fatto sulle attività del Careers Service, non tanto come autocelebrazione del Careers Service, ma come studio su un’esperienza di orientamento in atto. Viene detto: “il grado di utilizzazione e di soddisfazione crescente che si registra per tale servizio dimostra più in generale che nell’attuale situazione di sperimentazione della riforma universitaria e di quella del mercato del lavoro, l’orientamento come sostegno alla persona nella decisiva ed entusiasmante avventura di trovare lavoro, e possibilmente il proprio lavoro, è un fattore di fondamentale importanza per la valorizzazione del capitale umano. Dalla fase caratterizzata da un percorso di apprendimento a quella caratterizzata da un percorso professionale, in cui si auspica che non si smetta mai di imparare e orientarsi al miglioramento”.

Ecco: questo mi sembra essere il messaggio conclusivo e sintetico del convegno, dal quale giunge una richiesta al mondo universitario e al mondo del lavoro, all’istituzione universitaria e alle imprese affinché investano nella valorizzazione del capitale umano, che è rappresentato dall’intelligenza e dal cuore di ciascuno di noi, e soprattutto di voi giovani.

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