Care Laureande e cari Laureandi, laureatevi presto! Questo è il primo consiglio che credo di poter dare in una giornata di orientamento. Uno dei principali problemi dell’Italia è che gli studenti impiegano troppo tempo a laurearsi. La riforma dell’Università, il 3+2, è stata fatta per affrontare e risolvere questi ritardi: in alcuni casi ha funzionato, in altri ha provocato un ulteriore allungamento dei tempi. Bisogna laurearsi davvero presto e cominciare a lavorare. Il primo consiglio come orientamento al lavoro è quindi lavorare.
Il secondo consiglio è di essere il più intraprendenti possibile: questo non significa solo voglia di fare impresa (non lo si può chiedere a così tante persone), ma di essere in qualche modo imprenditori di se stessi. Notiamo a volte un eccessivo tutoraggio verso i ragazzi e le ragazze e, a fronte di possibilità che emergono, al momento opportuno sembra mancare quell’iniziativa che fa scattare la possibilità di dare inizio a un’attività. L’abbiamo constatato anche recentemente nel corso di alcuni Master di Symposium che prevedevano stage all’estero.
Noi viviamo in un Paese che è ancora molto indietro nell’evoluzione e nei contenuti degli studi, soprattutto negli studi tecnico-scientifici. Ho visto recentemente i risultati di un’indagine che per il terzo anno consecutivo segnala il sistema universitario cinese come uno dei più all’avanguardia: a Shangai si trova un grandissimo Ateneo nel quale stanno studiando studenti di tutto il mondo, una parte dei quali prima andava ad Harvard, al Mit o in altre grandi scuole internazionali. Per iniziativa dell’Università, insieme alla Regione, al Comune, alla Camera di Commercio, Enti ed Associazioni imprenditoriali, abbiamo recentemente costituito il Collegio di Cina, che aiuterà gli scambi internazionali. Parliamo di numeri ancora piuttosto piccoli se confrontati con quelli di altri paesi (un’ottantina di studenti cinesi che vengono a studiare a Bologna): complessivamente in Italia ce ne sono 500 (da confrontare con ventimila studenti cinesi in Francia).
Perché è importante avere studenti cinesi in Italia?
In realtà, se andiamo a vedere alcuni indici legati allo sviluppo economico dei Paesi, scopriamo che quanto più un Paese ha intelligenze sia in ingresso sia in uscita, tanto più è facile far scattare meccanismi di sviluppo economico. L’inter-scambio è un meccanismo importante: andare a studiare all’estero e ricevere persone che arrivano da altri Paesi aiuta i sistemi economici, che devono essere sempre più aperti. In tempi recenti un Ministro del Governo Francese, che era stato in delegazione in Cina, tornato in Francia, ad un giornalista che gli chiedeva cosa l’avesse colpito maggiormente di questa visita affermò che aveva ascoltato alcuni studenti francesi residenti in Cina e anche alcuni quadri e dirigenti di industria che lavorano per società francesi in Cina; avendo chiesto loro quali difficoltà avessero riscontrato, pensando di ricevere come risposta la lingua, si è sentito dire che il problema vero non era stato quello della lingua, bensì le matematiche sviluppate, il livello e la qualità delle conoscenze.
Questa testimonianza rappresenta lo stupore di scoprire il livello avanzato di Paesi che noi ancora continuiamo a considerare solo come economie che assaltano i mercati internazionali con prodotti a bassa tecnologia. Hanno invece fatto passi da gigante: studenti e dirigenti europei vanno in questi paesi e scoprono un livello molto elevato nelle conoscenze. Per questo oggi siamo davvero obbligati nella sfida globale ad alzare il livello di istruzione, che significa aumentare il proprio potere contrattuale.
Oggi ognuno di voi deve confrontarsi in tempi molto vicini per i laureandi, immediati per i laureati, col tema del proprio potere contrattuale nel mercato del lavoro.
Scoprirete molto rapidamente che il vostro potere contrattuale è legato al vostro livello di istruzione. Questo è il messaggio che vorrei portarvi insieme al mio saluto: studiare molto, continuare a studiare sempre, non fermarsi mai. Stiamo vivendo in un Paese che ormai è diviso in due: c’è la parte costituita da posizioni irremovibili, degli incarichi a vita, che vede la propria posizione come variabile indipendente rispetto alle capacità, agli studi e alle verifiche che successivamente vengono fatte. Ma c’è anche la parte che deve essere vista e considerata in modo davvero integrato all’Europa e alla competizione internazionale: il confronto con il lavoro è, in questo caso, legato alla propria istruzione e alle capacità di trasformare questa istruzione in competenze professionali.
Buon lavoro.
|